Il mio percorso nella danza e nella performance
Il mio approccio artistico
La mia pratica si situa all’incrocio tra danza contemporanea, teatro fisico e performance.
Concepisco il corpo come un luogo di memoria e trasformazione, uno spazio poroso in cui si intrecciano le diverse stratificazioni del vissuto, del respiro e dell’immaginario.
Il gesto diventa scrittura, traccia, vibrazione: rivela paesaggi interiori che oscillano tra fragilità e potenza, tra silenzio ed espansione. Ogni creazione nasce da un processo aurorale – un risveglio sensoriale e poetico – dove l’ascolto precede il movimento.
È un lavoro di attenzione fine, quasi meditativo, in cui la pelle, la respirazione e lo sguardo diventano strumenti di composizione. Il movimento si dispiega come un **poema incarnato**, una materia vivente in costante metamorfosi.
L’improvvisazione, la pratica somatica e la ricerca vocale occupano uno spazio essenziale: aprono il corpo all’inaspettato, alla vulnerabilità, alla presenza autentica.
Ogni performance diventa così uno spazio di esperienza condivisa, dove il pubblico non è solo spettatore, ma è invitato a percepire, sentire, entrare in un ascolto comune del movimento e del silenzio.
Il corpo come linguaggio
La danza è stata il mio primo luogo di ascolto.
Prima dell’insegnamento, prima delle parole, il corpo ha imparato a parlare attraverso il movimento, la presenza e la relazione con lo spazio.
La performance è stata per me un campo di ricerca: un modo per abitare il tempo, affinare la percezione e dare forma all’esperienza vissuta nel corpo.
Una ricerca nel movimento
Il mio percorso nella danza si è sviluppato come una pratica continua di esplorazione.
Ho attraversato contesti diversi, intrecciando studio tecnico, improvvisazione, composizione istantanea e pratiche somatiche.
Nel tempo, la danza è diventata sempre meno una questione di forma e sempre più una pratica di consapevolezza:
ascoltare le sensazioni, riconoscere le abitudini, aprire nuove possibilità di movimento.
Questa ricerca mi ha portata a interessarmi sempre di più alla qualità dell’esperienza, piuttosto che alla performance come risultato.
Collaborazioni e lavori
Nel corso degli anni ho partecipato a progetti artistici, produzioni teatrali e festival, lavorando come performer, danzatrice e coreografa, in dialogo con artisti, compagnie e contesti diversi.
2025
Mosaico – coreografia e interpretazione
Festival Tevere Danza (Italia), con il sostegno del Balletto di Roma
2024
Assistente alla coreografia per l’attrice Elodie
Produzione Groenlandia Produzioni
2024–2025
Danzatrice in La Conferenza degli Uccelli, regia di Anna Redi
Roma e Merano (Italia)
2023
Performer all’interno del progetto Agora con Virgilio Sieni (Italia)
2023
Pesci fuori d’acqua – coreografia e interpretazione
Festival Cantico (Italia)
2022
Performer con Compagnia Nomade, con il sostegno della Compagnia Exotique
2022
Bãna e Sulle note di Bach – coreografia e interpretazione
Festival Cantico (Italia)
2021
Momu – coreografia e interpretazione
Festival Cantico (Italia)
2016–2018
Indomito – coreografia e interpretazione
Compagnia Bobeloj
Creazione presentata in diversi teatri di Bruxelles, con repliche a Roma, Milano, Bergamo e Bruxelles
2012
Voce fuori campo per Cenerentola, regia Joël Pommerat
Théâtre National (Belgio)
L’incontro con l’educazione somatica
La danza mi ha condotta naturalmente verso l’educazione somatica.
Il Metodo Feldenkrais® ha dato un nome, una struttura e una direzione a intuizioni che il corpo già conosceva.
Ho riconosciuto una continuità profonda tra:
* la ricerca del movimento nella danza
* l’attenzione alla percezione
* la possibilità di trasformazione attraverso l’ascolto
Oggi questi linguaggi dialogano costantemente nel mio lavoro.
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Se senti che il movimento può essere per te uno spazio di ascolto e meraviglia, puoi esplorare i percorsi che propongo all’interno di Poesia Somatica