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Camminare per le vette interiori

Il cervello non può pensare senza funzioni motorie. Dott. Norman Doidge nel suo libro The brain that changes itself.
Moshe Feldenkrais scrive che non si può pensare al corpo e alla mente come entità separate, ma come un tutto inseparabile. Norman Doidge ci esorta a pensare infatti a come un pensiero possa stimolare una parte del corpo, o come un’emozione evochi una contrazione muscolare. Partendo dal movimento possiamo accedere alla qualità del pensiero, alle sensazioni e alle emozioni ed è quello che facciamo durante le lezioni di Poesia Somatica. Un esempio facile di come il movimento possa avere un impatto sulla nostra qualità di pensiero è quello di camminare.

Ce lo spiega il neuroscienziato Shane O’Mara nel suo libro Camminare può cambiare la vita, in cui afferma che per generare qualcosa di nuovo bisogna associare le idee in modo inedito. Lo scrittore spiega come vagare con la mente in una passeggiata solitaria permette la collisione di idee, mentre stare concentrati consente di verificare se questa collisione è insensata oppure interessante e originale. Cioè essere concentrati ed essere distratti hanno la stessa valenza e alternare i due stati permette al pensiero creativo di emergere. Quando facciamo una pausa per cambiare aria in realtà stiamo raccogliendo le risorse necessarie per risolvere al meglio un problema oppure assimilare quanto appena appreso.

Io ho una passione per il camminare che ho ereditato dai miei genitori. Ho passato l’infanzia seguendo percorsi tra foreste e campi aperti ogni fine settimana. La mia famiglia è appassionata di vette, salite, neve e viaggi. Dentro l’ambiente di montagna, quando ci vivi, percepisci da subito la maestosa presenza delle cime, così eleganti, sontuose e con un manto di meraviglie diverso ad ogni stagione. Le montagne sono come delle nonne per me, un po' come il fiume che per gli indiani d’America rappresenta il nonno. Quando mi organizzo per fare una camminata in natura cerco sempre di salire. Non c’e migliore traguardo dopo ore di fatica del mirare l’infinito da una vetta amica. La definirei la camminata eroica. Tuttavia da quando ho iniziato a studiare all’estero e a vivere in città la mia modalità di fare passeggiate si è adattata alle architetture urbane. In città vince su tutto l’imprevisto e quindi ci si allena a schivare lo scontro, a riconoscere un volto amico per la strada, a colpo d’occhio scrutare se in vetrina è arrivato un libro per te. Questa la definirei la camminata elettrica. Mentre da quando vivo in campagna mi posso prendere il lusso di camminare per rinfrescare i pensieri e migliorare il mio stato d’animo. Nessuna vetta, alcun cinema o libreria da raggiungere, solo il gusto di una mera passeggiata. Questo disinteresse verso l’obiettivo mi permette di soffermarmi su quello che percepisco con più agio. La definirei la camminata poetica.

Ci sono dei momenti in cui mentre si cammina i pensieri iniziano a galoppare, il sangue pulsa come la musica elettronica, e si entra in uno stato di quiete dinamica enormemente piacevole. Ho scoperto che in Giappone esiste una vera e propria tradizione che si chiama Bagno nella foresta, un’esperienza attraverso la quale ricevere benefici dall'atmosfera e dagli alberi. Concretamente significa camminare in un bosco senza fretta, lasciandosi guidare solo dagli odori e dai colori della natura. “È un’esperienza immersiva” spiegano  “Che, grazie al contatto con gli alberi, promette di aiutare il fisico e la mente a rigenerarsi, purché sia vissuta in tranquillità, dimenticandosi dell'orologio, ma dedicando a essa tutto il tempo necessario. Lo stesso tempo che si crede di non avere mai, ma che è fondamentale riservare a se stessi, in totale armonia con ciò che ci circonda”.

Bisogna fare delle scelte, il tempo materiale per fortuna non è infinito altrimenti saremmo cosparsi di noia. Decidere di dedicare il tempo passeggiando è una scelta molto intelligente non solo perché migliora la salute, ma anche perché rinvigorisce il pensiero creativo. Quindi ogni volta che lavoriamo o ci concentriamo su qualcosa, possiamo fare appello alla nostra consapevolezza e far dialogare il corpo con la mente. Anche solo fare due passi nella tua stanza portando la mente ad ascoltare il respiro ci permette di non accumulare stress emotivo o fisico e farci raggiungere vette che qualche minuto prima sembravano inimmaginabili. 

Marcella Carrara
Marcella Carrara
Performer, Contact Improviser e Insegnante Metodo Feldenkrais®  La mente contempla. Il pensiero immagina. Il corpo apre le porte dell’ impossibile attraverso il movimento.

Pubblicato

14 Settembre, 2022

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